Istruzioni per l’uso

Nuovo tema: istruzioni per una navigazione felice (in beta) e informazioni poco attraenti perfino per un pubblico particolarmente disadattato

Pubblicato il 1 Dicembre 2012

Ho avuto tempo. Tanto tempo. Mesi. Ho raccolto tutto quello che trovavo, messo in ordine i pezzi, fatto pulizia. Ne è uscito un monstrum, nel senso latino del termine, un prodigio, un neutro che non so più dove collocare né come gestire. Archiviato il vecchio tema – riesumabile ancora qui, non ce la farei a sentirlo urlare chiuso in un hard disk drive – ho ripreso i contenuti e li ho messi in fila in uno scorrimento unico. Tanto per ostacolare un po’ l’indicizzazione ma farmi trovare non è mai stata una priorità. Chiedo scusa a chi da un webdesigner s’aspetterebbe non dico un prodotto originale ma uno script meno sputtanato almeno sì. , è animatedscroll la library usata, per chi non avesse voglia di leggersi ore di DOM prima del sorrisetto sbeffeggiante e del commento deprecante. Abusata, dicono giustamente al nord. Non ce la faccio più manco io a navigarmi gli scrollTo, ma dai primi che ho visto ad oggi si sono riprodotti senza controllo e torno online con un template ormai nauseante e me lo sono meritato, il prossimo sito non passo una maternità a disegnarmi le pagine. C’è WordPress, qua dietro. Solido, stabile, affidabile, aperto, adorato WordPress. E il tema – Giona Tercera Noche (qua il prologo) – è il primo che scrivo dal primo all’ultimo file .php tutto di mio pugno. Un’esperienza che m’ha segnato e m’ha insegnato e per un altro lustro – almeno per il mio sito – mi farò bastare. Solo la cifra di errori che se ne fottono di ogni rilettura di centinaia e centinaia di riche di codice mi rassicura che non ho aspettato troppo a tornare online, nonostante ci sia stato mesi sospeso nel limbo della pagina in costruzione. E’ che davvero non ho avuto tempo. E’ che davvero non sono scuse. Né soddisfazioni. Quindi qualche dato tecnico, capitasse questo prodotto sui monitor giusti. E qualche altro a commento dei primi, capitasse su quelli sbagliati. Le immagini che in testata – logo e tutto il resto della base tipografica offerti da google webfont, qua lo specimen – cambiano a ogni pagina hanno un apparato bibliografico sommario che, assieme a tante altre info utili agli sviluppatori e ai disperati, trovate nel file humans. Info tipo specifiche, plugin, software, fonti, ma anche ringraziamenti, soundtrack e dettagli che un’utenza irrecuperabilmente nerd apprezzerebbe. L’iconografia è tipografica, ora di ispirazione vintage e romantica, ora liberty e romanziera, ora biblica e scientifica. Sempre fastidiosa, quando illuminata da un sistema additivo RGB su una superficie verticale, per occhi come i miei che preferiscono, preferivano e preferiranno la carta stampata. I contenuti recuperano quelli del vecchio sito, almeno nella struttura, e non sarebbe potuto essere stato altrimenti, che negli anni grosse innovazioni non ne ho viste nei miei skill. Nemmeno piccole, a dire il vero, se non al ribasso come giustappunto i contenuti medesimi non mancano di farmi pesare. Direi che anche il tentativo di svecchiarli e deacidizzarli non ha riscosso grande successo, Facendola finita con gli eufemismi, gli standard sono CSS3 e HTML5 – quindi alla larga di Internet Explorer, anche se immagino che fin qui non ci dovreste neanche arrivare con un IE inferiore al 10 -. il copyleft sempre lo stesso da tanto che chi deve rubare ignora C cerchiate, poi tanto jQuery e un tetto bassissimo per i plugin di wordpress per lasciare spazio di manovra a quelli della libreria che scrive meno e fa di più. Ciononostante il peso di questo sito è pachidermico, ma a questo punto aspetto di uscire dalla fase beta per minimizzare il possibile. E fare tante altre cose, magari una vita, en passant. I colori me li ha suggeriti ColorSchemeDesigner, una volta fornito il verde di base che racchiude in sé una dedica, un ricordo e un ancoraggio. Anche una vena fashion, oggi, a riconoscerne i toni delle FW collection dietro le vetrine. Le versioni per dispositivi mobili partivano da ideali responsivi pieni di entusiasmo, prima dell’ottavo mese offline, quando esigenze di almeno uno straccio di beta di fronte al cambio di unità prossimo venturo alla fine della data m’hanno fatto mettere in atto il tanto temuto do ‘rrio ‘riio do’ no’ ‘rrio shtucco quindi strappare via tanti template di carta tanto affascinanti. I lavori in curriculum si sono moltiplicati, c’ho dato dentro ultimamente. Ho recuperato anche parecchi storici nell’intenzione di farla finita con il mortificante invio di pdf tutti neri che tra l’altro presto dovrò sostituire visto lo chiccosissimo snob bianco template. L’accesso ai social network – un po’ dimenticati, per il discorso sui tempi di cui sopra – nel footer, tra vecchi servizi abbandonati e nuovi scoperti qua dove tutto arriva in ritardo, sempre troppi più di quanti riesca a gestirne. Il bel proposito di concentrarli tutti qui nasce già morto e viene sostituito dal post mensile di lunazione/ispirazione, ovviamente per un mio bookmarking più che per un vostro piacere. Per il bilinguismo, ormai lo spagnolo lo scrivo solo coi traduttori, ammesso di averne poi conquistato qualche fondamentale grammaticale in quella Ria tra il primo default e l’Oceano. Ma prima o poi lo implemento. Scordatevi l’inglese. Vuoi perché la mia lingua è romanza e non ho nessun amico né pubblico né esigenza di filogenesi germanica (a ben vedere, dice analytics che i miei migliori amici e più fedeli lettori scrivono in cirillico), vuoi perché graficamente solo il portoghese manda a casa lo spagnolo. Quindi prima o poi fingo di avere amici o utenze di lingua ispanica – magari poi anche lusa – e mi internazionalizzo. Prendo tempo – maledetto. Chi avrebbe immaginato che mi sarebbe venuto a mancare – e pazienza – quella sempre tanta – e implemento tutto. Ma un passo alla volta, che gli anni aumentano.



Dillo a tutti

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Qualcosa in merito
  • asthorone dice:

    Simpatico poscritto. Nemmeno cinque ore dopo la messa in produzione, un disinvolto trojan s’è svegliato nel server e, a partire da qualche mio componente, ha preso ad infettare file di qualsiasi estensione suoi viciniori, prima, via via più lontani, poi.
    Chiaramente nessun antivirus sui sistemi unix-like con cui ho montato il tutto m’ha notificato nulla, se ne sono quindi accorti i miei hosting provider che con i loro potenti e competenti mezzi hanno rimesso a posto il pasticciaccio. Resta un battesimo del fuoco indicativo e una buona stella latitante sulla cui assenza non c’erano dubbi.

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