E tutto iniziò a tremare

E tutto iniziò a tremare è un romanzo di David Miliozzi, che racconta una realtà di scuola e sostegno, terremoto e amore, responsabilità e paternità.

Pubblicato il 6 Marzo 2020

È stata un’esperienza estemporanea, inattesa, inedita. Probabilmente resterà senza seguito. Non per volontà mia, questa caducità, ma nel mondo della scuola si entra, una volta, per caso e a volerci restare la gavetta ha l’agilità di un Leviatano con le pretese di un Moloch.
Me ne sono fatto una ragione già alla seconda ora del giorno uno. E con la ToDoList che ho messo in attesa un mese fa e ora mi fissa con quegli occhi famelici l’idea di uscire da questa situazione col primo passo utile non mi fa perdere l’equilibrio né il sonno.

Però è stata un’esperienza toccante, lo riconosco. Sono stato insegnante di sostegno per un mese per una di quelle combinazioni inspiegabili o allineamenti cosmici improbabili – o semplice botta di culo – accanto a un ragazzo che in realtà è poco più di un bambino.
Autistico giusto per dargli una definizione, ma chi ogni giorno sta a contatto con soggetti con disabilità varie e via dicendo altre qualifiche che lasciano il tempo che trovano, o al massimo lo peggiorano, sa che ogni caso è un caso a sé e nessuna preparazione ti preparerà mai abbastanza a gestire con successo situazioni come queste.

Poi, per fortuna, rispetto ai miei colleghi ultra specializzati super formati e performanti, io nella vita ho studiato altro e sempre fatto altro – un altro sempre diverso, tra l’altro – e altro tornerò a fare già da domani.
La scuola non era e non è una prospettiva, al momento, anche se prendermi cura per un mese del mio pupillo mi ha fatto bene, e mi ha fatto stare bene. Questo al netto di un ambiente a tratti insopportabile, come ogni ambiente in cui umani lavorano assieme, e di una psicosi che ha sospeso le attività scolastiche di ogni ordine e grado quando i buoi sono scappati da un pezzo.

E tutto Iniziò a tremare. Un romanzo sul sostegno e l’amore

david miliozzi

Un giorno mi si avvicina una docente, per il corridoio del piano rialzato di questa sede provvisoria. Non ne conosco il nome e non l’ho chiesto. A dire il vero, non l’ho fatto con nessuno là dentro: sarà che un mese è una cifra irrilevante ancorché densa, e non rivedrò probabilmente nessuno di chi ho incontrato qua dentro, fatto sta che con orizzonti diversi e radici lontane nonostante la stessa altezza sul mare sono rimasto molto sulle mie. Avevo altri a cui pensare, d’altra parte.

Ma questa ragazza dagli occhi luminosi mi ha portato un libro. Le cose cambiano. “Leggilo”, mi ha detto, “è una storia che ti piacerà”. E tutto iniziò a tremare è un libro di David Miliozzi (Pendragon edizioni, Bologna 2017) e parla di scuola, di sostegno, di terremoto, di paternità, di Macerata, di fragilità, amore e responsabilità.

David è un insegnante di sostegno in quel di Macerata. Nella realtà come nel romanzo.
Se ai tempi dell’Università Macerata mi infondeva una tristezza infinita, ci sono tornato non molto tempo fa e – schiacciata dal fondo valle e dal fondo Chienti – l’ho trovata una città in fin di vita. Mi ha fatto quasi compassione.
A Macerata David è l’insegnante di sostegno di Romeo, ragazzo con un ritardo più o meno grave che gli assorbe metà vita. L’altra metà è per la sua altra metà Elisabetta.

Siamo all’indomani del terremoto del 2016. Le scosse non si fermano e sono quasi un personaggio, in questo romanzo, per quanto si possano sentire a Macerata le botte che hanno ridisegnato la mia terra cancellandone i tratti.
La stessa scuola dove ho trascorso questo mese è una sede provvisoria, edificata nel Ventennio e forse ancora in piedi per questo, in sostituzione della struttura venuta giù dopo quel 30 ottobre 2016.

Poi c’è Elisabetta, nove mesi di attesa che non finisce mai, un bimbo che vedrà la luce nell’estate rovente ma ancora non ha un nome. Non fino all’ultimo momento. Un racconto in soggettiva sulla paternità dove mi sono rivisto, io che quei nove mesi li avevo appena trascorsi in quegli anni di timore e tremore.



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