storia del mio viaggio
Sujon è maggiorenne da tre giorni. Sujon è bengalese, ma da cinque mesi vive in Italia.
Sojon è partito un anno fa dal Bangladesh per venire in Europa, per fuggire da una situazione di povertà e instabilità e da un futuro incerto. Ha attraversato India, Pakistan, Iran, Turchia e Grecia in condizioni disumane in mano di mercenari di uomini senza scrupoli. Ha visto la morte in faccia e compagni di viaggio morire attorno a lui, ha sofferto fame e sete e fatiche inimmaginabili per noi occidentali.
Un viaggio della speranza come tanti altri, un destino comune a centinaia di immigrati che vedono nell’Europa – e nell’Italia – la salvezza. Quell’Italia che oggi, a seguito del pacchetto sicurezza dello scorso agosto, concede a un diciottenne immigrato un permesso di soggiorno in attesa di occupazione solo se con almeno tre anni di formazione italiana alle spalle. Altrimenti “ingresso e soggiorno illegale nello Stato”, reato punito con l’ammenda da 5mila a 10mila euro. Quindi l’espulsione.
Una storia come se ne sentono spesso, quella di Sujon. Una storia comune a chissà quanti degli oltre 4 milioni di immigrati in Italia. Una storia, però che colpisce per la dolcezza e la forza interiore del ragazzo che l’ha raccontata. Sì, perché in meno di cinque mesi Sujon ha imparato la lingua italiana e ha scritto – di proprio pugno, in un alfabeto e una lingua imparati in così poco – la sua storia. Il suo viaggio.
Questo il testo integrale scritto da Sujon. Testo originale, con gli errori – pochi, pochissimi per uno che sta in Italia da cinque mesi – e le domande lasciati sul foglio da questo bengalese coraggioso.
Storia del mio viaggio
Così ho passato 4 o 5 anni, poi sono entrato alla scuola media. Mio padre lavorava sempre in una fattoria. Per la scuola media ci vuole tanti libri però non avevo soldi per comprare i libri. Mentre dicevo con mio padre “dai soldi compro libri”, lui diceva “lascia stare il tuo studio”. Mio padre aveva ragione perché non avevamo cibo per mangiare. Lui ha detto “vieni con me per lavorare”. Dopo ho anche cominciato a lavorare. Mi piaceva studiare tanto quindi lavoravo il pomeriggio e studiavo la mattina e la sera. Mentre studiavo la classe prima media avevo 10 anni. I miei amici erano ricchi perciò sempre portavano soldi per mangiare mentre avevano l’orario per riposare. Io non ho mangiato mai perché non avevo soldi. Mentre loro mangiavano io guardavo e anche pensavo “Dio perché sono povero non ce l’ho soldi per mangiare” e anche piangevo. Io avevo soltanto due magliette e un pantalone. Sempre io andavo a scuola con un pantalone e un giorno una maglietta e un giorno un’altra. Allora i miei amici ridevano e anche dicevano “sei mendicante”. Questa cosa mi vergognavo tantissimo.
Mentre studiavo la terza media avevo 12 anni. Io insegnavo 2 studenti la prima media per guadagnare un po’ di soldi. Hanno aiutato me tanto per comprare libri, le penne e anche altre cose. Ma sempre facevo la guerra con povertà. Io ero sempre il primo della classe. Non sono andato mai come secondo della classe. Però soprattutto era povertà. La mia anima non ha preso mai un po’ pace. Perché sempre avevo quella mancanza. Mentre avevo 16 anni e mezzo in 2008 era crisi tutto il paese mio. Mio padre ha perso suo lavoro. Quindi mia famiglia ha diventato più mancanza. Noi mangiavamo un giorno alla volta. Perciò non potevo più di continuare a studiare. Anche era un altro problema. Allora volevo venire Europa fortuna per la mia famiglia.
In 2008 sono partito verso Europa, era mese Novembre in data 7, mentre avevo quasi 17 anni. Sono partito verso India con un mio amico e uno zio senza soldi e anche senza il permesso dei miei genitori. Mentre sono venuto in confine di India era molto faticoso. Abbiamo passato il confine la notte nuotando in un fiume grande. Però era faticoso, freddo perché mese Novembre. Tutta la notte sono rimasto senza vestiti perché sono bagnato. Poi la mattina stavamo in India a casa di quello zio. Il pomeriggio ho chiamato mio padre ho detto sto in India voglio andare in Europa. I miei genitori piangevano. Poi ho detto mandami soldi. Noi avevamo un po’ terra. Mio padre ha venduto quella terra poi mi ha mandato soldi per andare Europa. Sono stato in India un mese e mezzo. Mentre sono andato confine di Pakistan sono stato quattro giorni lì senza mangiare. Noi eravamo 10 gli uomini e 3 le donne. Stavano 13 persone 4 giorni dentro una camera. Questa camera per 3 persone. Miei piedi erano mio cuscino. Mentre siamo partiti per passare confine di Pakistan è morta una donna, quindi pensavo “forse morirò un giorno anche io”.
Una notte era freddissimo, abbiamo camminato tutta la notte. Era faticoso… non riesco a scrivere. Mentre sono arrivato in Pakistan una settimana sono stato in treno stazione. Non potevo mangiare perché non sapevo la lingua. Una settimana dopo ho trovato un bengalese. Poi sono andato a casa sua. Sono rimasto lì quasi un mese. Un mese ho dormito sul pavimento perché non aveva letto per me. Lui ha conosciuto una persona che mi aiutava ad andare in Grecia in cambio di soldi. Poi sono partito verso Iran per andare Grecia con questa persona. Non ero solo io, anche 4 indiani, 8 pakistani e 2 afgani. Quindi eravamo totale 15. Siamo partiti con un pulmino verso confine Iran. Noi eravamo dentro pulmino, ma questo pulmino per 6 persone. 12 ore dopo sono morti due signori: un indiano aveva 57 anni e un pakistano aveva 52 anni perché mancava ossigeno. Io piangevo mentre sono 2 morti. Allora, la notte siamo arrivati in confine di Pakistan e Iran.
Quando siamo entrati in Iran quella persona ha lasciato noi in una casa nella montagna. Quella casa era piccola piccola. Noi eravamo 13 persone. In quella casa c’erano altre 15 persone. Una cosa incredibile perché quella casa per 10 persone, noi eravamo 28. Anche erano donne cinesi con noi. Il giorno dopo siamo partiti verso Turchia a piedi. Abbiamo camminato due giorni poi un’altra casa come prima. Mentre siamo entrati nella casa ho visto 3 donne e 2 uomini sono morti. Quindi io piangevo e pensavo “un giorno morirò anch’io”. Tre giorni dopo finito cibo, non c’era niente vicino di noi, sempre le montagne. Ho camminato 3-4 giorni senza mangiare, mentre camminavo nelle montagne ho visto tantissimi corpi di persone morte. Forse sono morti senza mangiare. Ho anche visto le ossa della gente. Mentre camminavo piano il capo del gruppo ha litigato mio corpo con suoi piedi. Anche ha litigato con le donne. Perché le donne sempre camminavano piano.
E così abbiamo passato il confine di Iran e Turchia. Poi siamo andati con pulmino. Ancora in una casa come quella di Iran, nelle montagne. Io avevo finito soldi per mangiare. Dopo ho chiamato mio padre e ho detto “mandami soldi”. Però io sapevo bene che mio padre non aveva soldi. Poi mio padre ha lasciato casa con ipoteca. Per venire i soldi aveva un po’ di tempo. Sette giorni dopo sono arrivati i soldi. Quindi sette giorni non ho bevuto neanche un bicchiere d’acqua. Era che fatica, io non dimenticherò mai. Otto, nove giorni dopo abbiamo passato confine di Turchia e Grecia. Mentre sono stato in Grecia ho trovato un amico. Sono stato lì due mesi e mezzo. Sempre casa di mio amico e la notte lavoravo con lui nel suo negozio. Dopo ho detto voglio andare in Italia.
In otto siamo stati sotto camion. Undici giorni dopo sono arrivato in Italia. Due giorni ho dormito su una panchina fermata di autobus. Dopo la Polizia ha mandato me in Comunità. Adesso io sto in Comunità. Quando io dormo la notte penso sempre che cosa ho fatto il viaggio. Mio viaggio ha durato 6 mesi. Adesso io sto abbastanza bene. Però soprattutto il problema è mia famiglia. Perché per venire in Italia hanno pagato tanti soldi. Adesso i miei genitori abitano casa di mia nonna, perché non hanno casa. Mentre io chiamo loro, mia sorella dice “fratello manda soldi io mangio carne, un anno non mangio carne”. La mia vita adesso è così. Però io sto bene. Perché gli operatori sono bravi-bravi-bravi. Sono come i miei genitori.
Ma oggi è 28 ottobre, due giorni al mio compleanno. Quindi il 31 ottobre io andrò per cercare lavorare e per vivere, questa cosa è peccato? Perché sono povero la colpa è questa. Io non lo so per che cosa Dio ha fotto così con noi poveri. Lo sapete voi?
Copyleft CC Lorenzo Paciaroni 2009-2010
